🪫 La spedizione punitiva

🎥 Estratto narrativo da “Pentiti e Bottegai” ✍️ Scritto da Alessandra Ravelli – La Papessa Production

Martina è partita. Un lavoro in un hotel a Parigi, un salto professionale, uno spazio pulito dove nessuno può sporcarla. O almeno, così crede.

Camaiore, intanto, geme di nostalgia. Anna e Concetta (detta La Stendina) non accettano la fuga. Hanno perso il giocattolo.

“La sua ambizione è una distorsione. Va rotta. Disinnescata.” “Non possiamo lasciarla andare così.”

E allora parte il progetto, o meglio, la spedizione punitiva.

Viene convocato il Gitano, uno zingaro francese con passato torbido e charme da vendetta. Lo selezionano in silenzio: attraverso rapporti occulti, contatti militari, pentiti, carabinieri in cerca di gratificazione.
🎖️ Si sussurrava persino che avesse lavorato per il Presidente degli Stati Uniti, come esperto in “fratture sentimentali controllate”.
In ogni caso, sono tutti d’accordo: “Martina va educata”.

Il Gitano non era un incontro. Era un’infiltrazione.

In poche ore aveva già memorizzato il suo artista preferito, il piatto che la consola, la playlist che ascolta quando piange, persino il posto in cui si siede al tavolo per sentirsi al sicuro. Non era magia. Era profilazione psicologica. Frutto di anni di raccolta dati. Un progetto preciso.

🎁 Il piano: farla innamorare. Ma non di un uomo. Di una delusione mascherata da salvezza.

Il momento è arrivato e il Gitano entra in scena: bello, fragile, sguardo sporco di mistero. La raggiunge a Parigi con la scusa di una collaborazione, un supporto, una casualità finta.

Martina si avvicina, lentamente. Si fida. Sorride. Scrive. Si innamora.

“Con lui mi sento vista.” “Forse posso smettere di lottare.”

E quando il suo cuore è aperto, lui se ne va. Un messaggio breve. Nessuna spiegazione. Solo silenzio.

Martina cade. Lo shock è calibrato. Sotto l’ambizione, vogliono scavare la crepa.
Sognano una caduta: prostituzione, dipendenza, fuga.

👁️ Intanto, a Camaiore:

“È per il suo bene.” “Le sue ferite vengono da papà.” “Serve una batosta sentimentale. È la via della guarigione.”

Anna sfoglia studi di psicologia presi da riviste locali, stampati male. Concetta sorride nel balcone, felice di sapere che anche lontano, Martina continua a essere sorvegliata.

La missione non è amore. È vendetta educativa. E il Gitano è l’offerta. Un dono confezionato nel rancore.

“Martina non è libera. È solo all’estero.”

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