🎬 Estratto dalla sceneggiatura del film di finzione “Pentiti e Bottegai” – scritto da Alessandra Ravelli 📽️ La Papessa Production
🎬 Scena – Cappella votiva di San Giorgio, Caserma “Alessandro Negri di Sanfront”, Roma
Interno giorno – Roma, quartiere Prati
Dietro una porta laterale in ferro battuto della storica Caserma “Negri di Sanfront”, la cappella dedicata a San Giorgio è immersa in una quiete irreale. Le panche di legno annerito, l’altare decorato da una statua del santo guerriero che trafigge il drago, il silenzio avvolto da un riverbero dorato delle vetrate laterali.
Oggi non si prega. Oggi si decide. Qui si è riunito un gruppo selezionato, arrivato da Camaiore, dalla Calabria e dalla Sicilia. Ci sono i pentiti, Concetta, Saverio Messina, il ‘Pelato’ ovvero un colonnello dell’intelligence interforze italiano che riferisce alla CIA, e Anna, ospite ufficiale e coscienza fuori posto.
Questa riunione non è un sacrilegio. È un battesimo nel fuoco della strategia.
🎭 Dialogo – Cappella votiva
CONCETTA (accarezzando la spalliera di una panca) “Il popolo sporco, quello che ha avuto fame, quello che ruba col cuore, quello che avete messo a far da sentinella dei quartieri, deve governare!
I laureati? Gli imprenditori? A spazzare con gli immigrati. Tutti uguali, finalmente.”
ANNA (con voce trattenuta, osservando la statua del santo sul fondo) “E chi ha fatto sacrifici per mandare i figli all’università? Come me?”
CONCETTA (scoppia in una risata ruvida, contaminata da rancore) “Che hanno investito male. Ma tu non dovrai mai preoccuparti finché sarai con me. E la Melanzoni a lavorare per strada la voglio, altro che l’ascensore sociale. I miei ritrovati amici ospiti dalla calabria qui non amano i soldi delle donne, ma se fosse per me… lei sarebbe già col barile col fuoco in mano. (Ora urlando) Savè tu che dici?”
SAVERIO MESSINA (seduto sotto una vetrata, la voce bassa come un sermone corrotto) “Prima la si isola creando problemi alla gente che le sta attorno: multe, incidenti, tensioni sul lavoro. E vedi che prima le gira le spalle uno, poi il capo, poi il padre, prima o poi tutti se ne vanno. E tutto senza toccarla…”
PELATO (in tono cattedratico, come durante un’omelia inversa) “Il cervello umano cerca pattern. Quando tutto intorno a te va storto… trovi subito un colpevole. E lo elimini. È necessario, così si controllano le strade, i quartieri… e pure il nostro Belpaese. Digitalmente puoi persino rallentare una persona solo controllando le tempistiche…”
ANNA (il viso irrigidito, tra l’incenso e il disgusto) “E all’Europa… cosa raccontiamo?”
SAVERIO MESSINA “Che ci stiamo preoccupando della nuova classe dirigente e la vogliamo tutta senz’ego. Anche se stiamo democratizzando la delinquenza. Questa roba dell’ego vende di più, specie in Europa.
CONCETTA (accende una sigaretta e soffia il fumo verso la cupola decorata) Ammazza Saverio come parli bene dopo New York. Mo pure ego, hai capito il signore.”
Nel frattempo, un bottone della borsa di Anna si illumina leggermente: qualcuno da Mosca è già all’ascolto.
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Qui il sacrario non salva. Ospita. Osserva. E consacra la degenerazione del potere.


